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Editoriale del sabato

Papa Francesco: “Portare avanti comunità umane non omologatrici, ma realmente aperte e inclusive”

Vi saluto cordialmente e ringrazio la Signora Mary Simon e al Signor Justin Trudeau, per le loro gentili parole. Sono lieto di rivolgermi a voi, che avete la responsabilità di servire gli abitanti di questo grande Paese che, “da mare a mare”, offre un patrimonio naturale straordinario. Tra le tante bellezze, penso alle immense e spettacolari foreste di aceri, che rendono il paesaggio canadese unico e variopinto. Vorrei prendere proprio spunto dal simbolo per eccellenza di queste terre, la foglia d’acero, che dagli stemmi del Québec si diffuse rapidamente fino a diventare l’emblema che campeggia sulla bandiera del Paese.

Se ciò è accaduto in tempi piuttosto recenti, gli aceri custodiscono tuttavia la memoria di molte generazioni passate, ben prima che i coloni giungessero sul suolo canadese. Le popolazioni native vi estraevano la linfa con cui realizzavano nutrienti sciroppi. Questo ci porta a pensare alla loro laboriosità, sempre attenta a salvaguardare la terra e l’ambiente, fedele a una visione armoniosa del creato, libro aperto che insegna all’uomo ad amare il Creatore e a vivere in simbiosi con gli altri esseri viventi. C’è tanto da imparare da questo, dalla capacità di porsi in ascolto di Dio, delle persone e della natura. Ne abbiamo bisogno specialmente nella vorticosa frenesia del mondo odierno, caratterizzato da una costante “rapidizzazione”, che rende arduo uno sviluppo realmente umano, sostenibile e integrale (cfr Lett. enc. Laudato si’, 18), finendo per generare una “società della stanchezza e della disillusione”, che fatica a ritrovare il gusto della contemplazione, il sapore genuino delle relazioni, la mistica dell’insieme. Quanto bisogno abbiamo di ascoltarci e di dialogare, per allontanarci dall’individualismo imperante, dai giudizi affrettati, dall’aggressività dilagante, dalla tentazione di dividere il mondo in buoni e cattivi! Le grandi foglie d’acero, che assorbono l’aria inquinata e restituiscono ossigeno, invitano a stupirci per la bellezza del creato e a lasciarci attirare dai salutari valori presenti nelle culture indigene: essi sono di ispirazione a tutti noi e possono contribuire a risanare le nocive abitudini di sfruttare. Sfruttare il creato, le relazioni, il tempo, e regolare l’attività umana solo in base all’utile e al profitto.

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